Ostia, incendio in pineta... di nuovo



Canadair, sirene, elicotteri, fumo denso e nero, ettari di verde in polvere, tre focolai in contemporanea come nella migliore tradizione. All'inizio paura e ora una rabbia incomprimibile. La Pineta sempre più rada, abbandonata, degradata, sta subendo il colpo definitivo. Sotto i nostri occhi. E siamo impotenti. Come all'inizio del 2000, guardiamo gli alberi scomparire, trasformati in tizzoni che resteranno ardenti per giorni, una lunga agonia. Ma quest'anno i canali sono asciutti, come mai visto prima. La Colombo, che anni fa fece da freno al progredire dell'incendio, è solcata da una spessa scia di seccume, una sorta di lunga miccia pronta ad arrivare fino a Roma. E infatti anche lì focolai sparsi. Già da stamattina. Fa male vedere questa distruzione, è un dolore al quale non ci si può abituare. Sappiamo che torneranno le piogge, ma gli alberi, la macchia, l'aria fresca e balsamica che avevamo il vizio di respirare, quella non tornerà. "Ci vorranno 50 anni' dicevano l'ultima volta"... se non ci saranno altri incendi nel frattempo"